La natura è regina
o matrigna!
Nel mio giunglardino è una regina -matrigna.
Non è colpa sua, lei, chiaramente fa il suo lavoro,
che è quello di crescere e moltiplicarsi, o almeno
è quello che fa da me.
A casa mia funziona così:
E' inverno! finalmente! voglia di tana, di tornare a casa dal lavoro
e tapparmi in casa, il fuoco acceso, il divano, un libro, qualche telefonata
mentre fuori infuria la bufera.
E' primavera! Mio Dio, non c'è tempo, non c'è tempo! Bisogna andare
fuori a sistemare il giardino nelle pause pranzo, il sabato e la domenica,
fino a quando non arriva la benedetta ora legale, allora qualche
ora si racimola anche prima del tramonto.
Bisogna raccogliere le foglie accumulate prima dell'inverno,
vuotare i vasi con i defunti, potare tutte le piante ( ma quante sono ! ),
ma, un sabato si lavora, una domenica c'è un altro impegno, la pausa pranzo
è troppo breve per iniziare qualsiasi cosa e c'è anche il dentro casa, un giorno
piove, nevica di nuovo, troppo freddo per lavorare all' aperto, oggi troppo
vento, il sole è troppo caldo!
E così siamo arrivati ad oggi.
Le rose non le ho potate e parecchie sono crollate sotto al peso della neve,
l'erba è cresciuta a dismisura ed ha coperto anche i sentieri
Io amo il giardino molto informale ma , il troppo stroppia,
inoltre sono una casinista verace,
ed il gatto non mi aiuta.
Non ce la posso fare!
Ma alla fine arriva la sera, sono stanca psicologicamente per i lavori non fatti,
non per quelli fatti, sembra di vuotare l'oceano con un cucchiaino da caffè.
E' tutto troppo!
I sogni bisogna coltivarli da giovani, quando le energie sono a 1.000 e niente ti
spezza la schiena, non quando si è sul viale del tramonto.
Ma domani è un altro giorno!
lunedì 16 aprile 2018
lunedì 8 gennaio 2018
ALLA FINE SI E' SOLI
Oggi per
qualcuno sono morta.
Proprio
così, questa mattina una persona ha avvicinato mia cognata per
avere la
conferma della mia morte e, come si sa, le brutte notizie girano veloci,
ed altre persone l'hanno contattata per avere aggiornamenti.
Ed io?
Quando me l'
hanno riferito non sono stata capace di riderci sopra.
Dovevo farlo
perchè in realtà era un grosso equivoco ed io ero viva e vegeta,
ma non ne
sono stata capace.
Anzi, in
quel momento ho avuto una stretta al cuore.
Ho
realizzato che ogni momento può essere l'ultimo momento e mi sono sentita
spaesata e
sola.
Perchè è
così, alla fine si è soli.
lunedì 25 settembre 2017
SE
Se avrò la fortuna di arrivare un giorno alla pensione, ma
soprattutto
se avrò la fortuna di essere in buona salute,
e se avrò la fortuna di abitare ancora in questa casa
e se avrò la fortuna che il mio giardi-campo non sia
scivolato a valle,
allora dedicherò una buona parte del mio tempo ritrovato
alla cura
del mio giunglardino e giardi-campo.
Terrò a bada qualche infestante maligna tipo le varie
robinie che nascono
ovunque, i rovi che attecchiscono anche in aria , poterò per
tempo
le rose e gli arbusti , nutrirò tutte le mie piante,
ammirerò i loro colori
ed annuserò il loro profumo,
metterò in vasetti da regalare quelle
in esubero, pianterò narcisi e tulipani.
Chiederò agli amici di venire a casa mia e con loro mi
siederò ad
ascoltare gli uccelli cantare, le rane gracidare e il vento muovere
le foglie.
Se sarò ispirata mi cimenterò con l'arte culinaria, leggerò
tutti quei libri di cucina
che ho accumulato negli anni e che non ho mai aperto,
e gli amici ,
e gli amici ,
che stanno fuori a farsi accarezzare dal vento,
saranno i miei degustatori.
Se ..................................
saranno i miei degustatori.
Se ..................................
venerdì 7 aprile 2017
COLPO DI FULMINE
Ho avuto un colpo di fulmine, peccato sia arrivato in ritardo,
ma meno male che è arrivato.
Mi sono innamorata di un poeta.
Casualmente ho incrociato la sua strada.
Con le mani immerse nella carta,
godendo nello sfogliare pagine,
una musica mi è risuonata dentro,
ho iniziato a leggere:
" Pensa che si muore
e che prima di morire tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante,
coltiva il tuo rigore e lotta
fino a rimanere senza fiato.
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.
Sorridi di questa umanità
che si aggroviglia su se stessa.
Cedi la strada agli alberi ."
Da leggere ASSOLUTAMENTE!
ma meno male che è arrivato.
Mi sono innamorata di un poeta.
Casualmente ho incrociato la sua strada.
Con le mani immerse nella carta,
godendo nello sfogliare pagine,
una musica mi è risuonata dentro,
ho iniziato a leggere:
" Pensa che si muore
e che prima di morire tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante,
coltiva il tuo rigore e lotta
fino a rimanere senza fiato.
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.
Sorridi di questa umanità
che si aggroviglia su se stessa.
Cedi la strada agli alberi ."
Da leggere ASSOLUTAMENTE!
martedì 7 marzo 2017
FRA MERAVIGLIA E SCONFORTO
Oggi
è il 7 marzo 2017, martedì.
Ieri
notte il cielo ha buttato giù un pò di pioggia condita con raffiche di vento,
l'aria questa mattina
alle 7.00 era molto frizzantina ed io ho ritirato fuori
la sciarpa da
riavvolgere attorno alla gola.
Quando
sono tornata a casa dal lavoro nella pausa pranzo, il sole troneggiava
nel
cielo, ed ancora prima di tirare fuori le chiavi di casa, mi sono inoltrata nel
mio giunglardino per vedere dove il vento aveva portato le ramaglie secche
tagliate
nei giorni scorsi.
Erano
ancora lì, nessun folletto volenteroso le aveva ammucchiate nel campo.
Mi
guardo attorno con occhi a tratti meravigliati ma ancora di più a tratti
sconfortati.
La
meraviglia sta nel vedere che la primavera avanza a passi da gigante,
tutto è
in movimento, i
pesci del laghetto, due rossi, due bianchi e gialli ed
uno nero, vengono a
galla boccheggiando alla ricerca
del mangime che porto
loro; api e bombi svolazzano pieni di energia attorno ai fiori
della
lonicera
fragrantissima, sugli ellebori, snobbano i narcisi ma amano il giallo
del
favagello, scompaiono fra il verde ed il nero delle vedovelle ( hermodactylus
tuberosa ), c'è
un gran fischiare, cinguettare, starnazzare di uccelli,
sto mettendo sempre
meno semi nella loro mangiatoria ed un po mi dispiace
perdermi le loro visite,
il pettirosso non si vede più, sono rimasti i passerotti e
le cincie bige che
si dondolano circospette sui rami secchi della rosa Paul's
Himalayan musk prima
di avventurarsi a prendere il cibo.
I
narcisi stanno aprendo tutti i loro boccioli, quelli già aperti sono stesi a
terra dalla pioggia della notte.
Gli
ellebori, fiori da me snobbati fino ad un paio di anni fa, stanno prendendosi
la loro rivincita e
sfoggiano al meglio le loro corolle anche se è una pianta
un po bastarda visto che la maggior parte delle varietà porta fiori a testa china
e per fotografarli
devi reggerli con le mani o sdraiarti a terra e guardarli
da sotto in su.
Questo
coglie il mio occhio meravigliato che, se allarga la sua visione, vede in
lontananza i campi degli albicocchi in fiore e il rosato dei peschi che
iniziano
anche loro a fiorire.
Ma
se accorcio le distanze ecco che arriva lo sconforto, tutto deve essere ancora
potato!
Prima
di tutto le rose che hanno ancora addosso le bacche , con rami che si
allungano a dismisura, con
i poveri archi di sostegno crollati sotto al peso di
piante cannibali delle
quali avevo ignorato la
tenacia e la robustezza, hanno già
dei germogli lunghi e vigorosi, come faccio
a potarli ma soprattutto quando ci
riuscirò, avendo a disposizione solo i fine
settimana?
E
che dire dei rovi che crescono ovunque, radicando in ogni dove a velocità
supersonica?
E
l'ortica? Tappeti che si allargano in mezzo alle piante di rosa, con le loro
tenere foglie verde acceso, dove per accedere devi avere guanti da muratore
fino ai gomiti, stivali nei piedi e non un lembo di pelle alla sua portata.
E
il muschio? bellissimo! Ma sotto ci sono gallerie che corrono per metri e
metri,
scavate da arvicole ? dove la terra, la mia è argilla, è pronta per
essere lavorata
da un ceramista tanto è collosa.
E
che dire delle decine e decine ed ancora decine di piccole piante di alloro che
nascono in ogni dove, il destino delle
quali sto ancora escogitando?
Non
parliamo del ligustro con i suoi migliaia di semi sparsi ovunque e pensare
che sono così graziosi quei grappoli di palline nere appese alla pianta!
Devo
potare anche le buddleie, fuori tempo massimo da parecchi mesi, visto
che sarebbero da potare dopo la loro fioritura, e che dire di tutte le piante
ancora in vaso che devo mettere nella terra?
Come
se non bastasse sento addosso lo sfregolio da acquisti compulsivi, come
non
salvare da morte certa
quei vasetti di anemoni ormai sfioriti visti al
supermercato?
E
di sicuro non potevo lasciare là l'edgeworthia chrysantha a quel prezzo così
basso!
Carina
anche la ciotola/ abbeveratorio di sasso con uccellino incorporato, ed i
sacchi
di terriccio mi
hanno riempito la macchina per un paio di giorni
(a causa del mal di schiena
non sono riuscita a scaricarli subito).
Non
è facile nemmeno chiedere aiuto perchè, oltre al costo , chi viene non legge
i
miei pensieri ed ha una testa con idee tutte sue, per cui ho un bel da fare a
mettere la cordella arancione per delimitare le zone da non toccare, mai una
volta
che venga rispettato il divieto!
Io
che amo il mio giunglardino, amo la confusione creata da piante spontanee
nate dove pareva a loro, da potature mancate che lasciano lunghi rami
di boccioli penzolanti, da abbinamenti di colori cazzuti
, non riesco ad essere
in sintonia con chi mi vuole regimentare il tutto, creando bei camminamenti
puliti, piante ridimensionate, senza una margherita che occhieggi curiosa.
Ah,
ogni primavera che arriva mi coglie sempre più impreparata a mantenere
vivo
questo mio sogno di
giardino.
Oggi
ho ancora mal di schiena! E la punteggiatura non è il mio forte :-(
venerdì 23 dicembre 2016
AUGURI CON UN BIANCO POST
Questo è un post che avevo preparato e mai pubblicato.
Ora, avendo poco tempo a disposizione, lo utilizzo per farvi gli auguri di buone feste.
Auguro a tutti voi che ci fate partecipare alla vostra vita tramite questo luogo,
di trascorrere delle serene festività, con parenti, amici umani ed animali, o anche da soli,
e di cogliere ogni piccolo momento prezioso che la vita ci offre.
GALAVERNA
Avevano detto che le temperature si sarebbero ulteriormente abbassate e così è stato.
Stamane alle 7.00,quando ho aperto la porta , mi sono trovata catapultata in un mondo
inquietante.
C'era gelo dappertutto, a terra era tutto bianco e le piante erano bloccate nel ghiaccio,
e il tutto era avvolto in una nebbia fittissima.
Brr brr, avrei voluto ritornarmene a letto ed aspettare il disgelo, ma il dovere chiama!
Quando sono rientrata a casa all'ora di pranzo la giornata si era un pò schiarita ma il
gelo c'era ancora.
Così mi sono avventurata fuori per cercare cosa farvi vedere.
Gli scorci sono sempre gli stessi.
Cambia solo il momento.

Le mie vecchie bandierine tibetane con il vento si sono attorcigliate nei rami della rosa canina.
Dalla foto non si vede ma erano così ghiacciate e rigide.
E questo uccellino sotto , non vi sembra la scena di una favola dove la strega malvagia
rende tutti immobili?
Ora, avendo poco tempo a disposizione, lo utilizzo per farvi gli auguri di buone feste.
Auguro a tutti voi che ci fate partecipare alla vostra vita tramite questo luogo,
di trascorrere delle serene festività, con parenti, amici umani ed animali, o anche da soli,
e di cogliere ogni piccolo momento prezioso che la vita ci offre.
GALAVERNA
Avevano detto che le temperature si sarebbero ulteriormente abbassate e così è stato.
Stamane alle 7.00,quando ho aperto la porta , mi sono trovata catapultata in un mondo
inquietante.
C'era gelo dappertutto, a terra era tutto bianco e le piante erano bloccate nel ghiaccio,
e il tutto era avvolto in una nebbia fittissima.
Brr brr, avrei voluto ritornarmene a letto ed aspettare il disgelo, ma il dovere chiama!
Quando sono rientrata a casa all'ora di pranzo la giornata si era un pò schiarita ma il
gelo c'era ancora.
Così mi sono avventurata fuori per cercare cosa farvi vedere.
Gli scorci sono sempre gli stessi.
Cambia solo il momento.

Le mie vecchie bandierine tibetane con il vento si sono attorcigliate nei rami della rosa canina.
Dalla foto non si vede ma erano così ghiacciate e rigide.
E questo uccellino sotto , non vi sembra la scena di una favola dove la strega malvagia
rende tutti immobili?
martedì 8 novembre 2016
MARTINO
Martino non c'è più.
L'ho trovato oggi in mezzo al campo con gli occhi ancora aperti ed il pelo
tutto bagnato dopo le piogge di sabato e domenica.
Sapevo che era successo qualcosa, avevo trovato casse rovesciate ed i
croccantini ancora nel piatto, avevo pensato ad un litigio fra gatti
ma forse è intervenuto qualcos' altro.
Avevo cercato e chiamato a tutte le ore, poi oggi la dolorosa scoperta.
Martino era ad oggi il gatto che abitava con me da più tempo.
10, forse 15 o più anni insieme.
Di un colore arancio il suo nome derivava da Marte, il pianeta rosso.
Ricordo ancora quando arrivò a casa mia, era stato evidentemente
abbandonato o forse si era perso e per diversi giorni l'avevo sentito
miagolare disperatamente.
Lasciavo il mangiare fuori casa per riuscire ad avvicinarlo e quando la
fame era diventata necessità di vita, si era avvicinato alla ciotola ed
io di soppiatto l' afferrai.
Una guerra!
Soffi!
Graffi!
Morsi!
L'eroe dentro e fuori di me sanguinava a fiotti, ma non ho mollato la
presa.
Poi è stata una lunga storia di vita insieme, con i miei sensi di colpa,
le sue leccate sui miei capelli, la pipì spruzzata sui miei fiori, il suo
crogiolarsi al sole.
L'ho trovato oggi in mezzo al campo con gli occhi ancora aperti ed il pelo
tutto bagnato dopo le piogge di sabato e domenica.
Sapevo che era successo qualcosa, avevo trovato casse rovesciate ed i
croccantini ancora nel piatto, avevo pensato ad un litigio fra gatti
ma forse è intervenuto qualcos' altro.
Avevo cercato e chiamato a tutte le ore, poi oggi la dolorosa scoperta.
Martino era ad oggi il gatto che abitava con me da più tempo.
10, forse 15 o più anni insieme.
Di un colore arancio il suo nome derivava da Marte, il pianeta rosso.
Ricordo ancora quando arrivò a casa mia, era stato evidentemente
abbandonato o forse si era perso e per diversi giorni l'avevo sentito
miagolare disperatamente.
Lasciavo il mangiare fuori casa per riuscire ad avvicinarlo e quando la
fame era diventata necessità di vita, si era avvicinato alla ciotola ed
io di soppiatto l' afferrai.
Una guerra!
Soffi!
Graffi!
Morsi!
L'eroe dentro e fuori di me sanguinava a fiotti, ma non ho mollato la
presa.
Poi è stata una lunga storia di vita insieme, con i miei sensi di colpa,
le sue leccate sui miei capelli, la pipì spruzzata sui miei fiori, il suo
crogiolarsi al sole.
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