venerdì 7 aprile 2017

COLPO DI FULMINE

Ho avuto un colpo di fulmine, peccato sia arrivato in ritardo,
ma meno male che è arrivato.
Mi sono innamorata di un poeta.
Casualmente ho incrociato la sua strada.
Con le mani immerse nella carta,
godendo nello sfogliare pagine,
una musica mi è risuonata dentro,
ho iniziato a leggere:

" Pensa che si muore
e che prima di morire tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante,
coltiva il tuo rigore e lotta
fino a rimanere senza fiato.
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.
Sorridi di questa umanità
che si aggroviglia su se stessa.
Cedi la strada agli alberi ."


Da leggere ASSOLUTAMENTE!

martedì 7 marzo 2017

FRA MERAVIGLIA E SCONFORTO


Oggi è il 7 marzo 2017, martedì.
Ieri notte il cielo ha buttato giù un pò di pioggia condita con raffiche di vento, 
l'aria questa mattina alle 7.00 era molto frizzantina ed io ho ritirato fuori 
la sciarpa da riavvolgere attorno alla gola.
Quando sono tornata a casa dal lavoro nella pausa pranzo, il sole troneggiava 
nel cielo, ed ancora prima di tirare fuori le chiavi di casa, mi sono inoltrata nel 
mio giunglardino per vedere dove il vento aveva portato le ramaglie secche 
tagliate nei giorni scorsi.
Erano ancora lì, nessun folletto volenteroso le aveva ammucchiate nel campo.
Mi guardo attorno con occhi a tratti meravigliati ma ancora di più a tratti 
sconfortati.
La meraviglia sta nel vedere che la primavera avanza a passi da gigante, 
tutto è in movimento, i pesci del laghetto, due rossi, due bianchi e gialli ed 
uno nero, vengono a galla boccheggiando alla ricerca del mangime che porto 
loro;  api e bombi svolazzano pieni di energia attorno ai fiori della
lonicera fragrantissima, sugli ellebori, snobbano i narcisi ma amano il giallo 
del favagello, scompaiono fra il verde ed il nero delle vedovelle ( hermodactylus 
tuberosa ), c'è un gran fischiare, cinguettare, starnazzare di uccelli, 
sto mettendo sempre meno semi nella loro mangiatoria ed un po mi dispiace 
perdermi le loro visite, il pettirosso non si vede più, sono rimasti i passerotti e 
le cincie bige che si dondolano circospette sui rami secchi della rosa Paul's 
Himalayan musk prima di avventurarsi a prendere il cibo.
I narcisi stanno aprendo tutti i loro boccioli, quelli già aperti sono stesi a 
terra dalla pioggia della notte.
Gli ellebori, fiori da me snobbati fino ad un paio di anni fa, stanno prendendosi 
la loro rivincita e sfoggiano al meglio le loro corolle anche se è una pianta 
un po bastarda visto che la maggior parte delle varietà porta fiori a testa china 
e per fotografarli devi reggerli con le mani o sdraiarti a terra  e guardarli 
da sotto in su.
Questo coglie il mio occhio meravigliato che, se allarga la sua visione, vede in 
lontananza i campi degli albicocchi in fiore e il rosato dei peschi che iniziano 
anche loro a fiorire.
Ma se accorcio le distanze ecco che arriva lo sconforto, tutto deve essere ancora
potato!
Prima di tutto le rose che hanno ancora addosso le bacche , con rami che si 
allungano  a dismisura, con i poveri archi di sostegno crollati sotto al peso di 
piante cannibali delle quali avevo ignorato la tenacia e la robustezza, hanno già 
dei germogli lunghi e vigorosi, come faccio a potarli ma soprattutto quando ci 
riuscirò, avendo a disposizione solo i fine settimana?
E che dire dei rovi che crescono ovunque, radicando in ogni dove a velocità 
supersonica?
E l'ortica? Tappeti che si allargano in mezzo alle piante di rosa, con le loro 
tenere foglie verde acceso, dove per accedere devi avere guanti da muratore 
fino ai gomiti, stivali nei piedi e non un lembo di pelle alla sua portata.
E il muschio? bellissimo! Ma sotto ci sono gallerie che corrono per metri e metri, 
scavate  da arvicole ? dove la terra, la mia è argilla, è pronta per essere lavorata 
da un ceramista tanto è collosa.
E che dire delle decine e decine ed ancora decine di piccole piante di alloro che
nascono in ogni dove,  il destino delle quali sto ancora escogitando?
Non parliamo del ligustro con i suoi migliaia di semi sparsi ovunque e pensare 
che sono così graziosi quei grappoli di palline nere appese alla pianta!
Devo potare anche le buddleie, fuori tempo massimo da parecchi mesi, visto 
che sarebbero da potare dopo la loro fioritura, e che dire di tutte le piante 
ancora in vaso che devo mettere nella terra?
Come se non bastasse sento addosso lo sfregolio da acquisti compulsivi, come 
non salvare da morte certa quei vasetti di anemoni ormai sfioriti visti al 
supermercato?
E di sicuro non potevo lasciare là l'edgeworthia chrysantha a quel prezzo così 
basso!
Carina anche la ciotola/ abbeveratorio di sasso con uccellino incorporato, ed i 
sacchi di terriccio mi hanno riempito la macchina per un paio di giorni 
(a causa del mal di schiena non sono riuscita a scaricarli subito).
Non è facile nemmeno chiedere aiuto perchè, oltre al costo , chi viene non legge
i miei pensieri ed ha una testa con idee tutte sue, per cui ho un bel da fare a 
mettere la cordella arancione per delimitare le zone da non toccare, mai una volta 
che venga rispettato il divieto!
Io che amo il mio giunglardino, amo la confusione creata da piante spontanee 
nate dove pareva a loro, da potature mancate che lasciano lunghi rami 
di boccioli penzolanti, da abbinamenti di colori cazzuti , non riesco ad essere 
in sintonia con chi mi vuole regimentare il tutto, creando bei camminamenti 
puliti, piante ridimensionate, senza una margherita che occhieggi curiosa.
Ah, ogni primavera che arriva mi coglie sempre più impreparata a mantenere 
vivo questo mio sogno di giardino.
Oggi ho ancora mal di schiena! E la punteggiatura non è il mio forte :-(