Dal mio babbo ho ricevuto in eredità gli occhi chiari,
e il carattere introverso.
Dalla mia mamma ho ricevuto in eredità le lacrimi facili
e il grasso in esubero.
Da uno dei fratelli di mia mamma la miopia.
Ma quella, da cui ho attinto veramente a piene mani,è stato
dalla mia zia materna.
Anche lei aveva gli occhi chiari ed era cicciotta.
Ma amava moltissimo i fiori.
Aveva abitato per diversi anni in una piccola casa indipendente
che aveva la porta d’ingresso a 50 cm. dalla strada.
In questi 50 cm di profondità e per circa i 4/5 metri della lunghezza
del fronte casa, lei aveva piantato e seminato una miriade di fiori.
Ricordo una tavolozza di colori che nulla aveva a che fare con
la discrezione e l’eleganza. I gladioli svettavano alti nei loro rossi,
arancio, gialli, ombreggiati dalle larghe corolle rosso scuro delle dalie.
Sotto stavano le zinnie, anche loro gialle, bianche, rosse in compagnia
della fragrante e invasiva menta piperita ,degli astracieli rosa e lilla,
delle bocche di leone, della calendula,
Da un lato c’era un’enorme pianta di finocchio selvatico e dall’altro lato
una rosa rossa che non smetteva mai di fiorire.
Questi colori lei li portava con sé.
Nel suo abbigliamento.
Si cuciva gonne nelle fantasie più svariate e colorate.
Si faceva maglie ai ferri color ciclamino, acquamarina, arancione.
Con la lana che le restava sferruzzava calzini a righe di ogni colore.
Una meraviglia.
Ma quando io la incontravo per il paese mi vergognavo di essere la nipote
di quella zitella stravagante.
Ma le strade della vita sono misteriose ed ora io sono così.
Vi lascio il quasi irrisolvibile dilemma di individuarmi nella foto.







