martedì 8 novembre 2016

MARTINO

Martino non c'è più.
L'ho trovato oggi in mezzo al campo con gli occhi ancora aperti ed il pelo
tutto bagnato dopo le piogge di sabato e domenica.
Sapevo che era successo qualcosa, avevo trovato casse rovesciate ed i
croccantini ancora nel piatto, avevo pensato ad un litigio fra gatti
ma forse è intervenuto qualcos' altro.
Avevo cercato e chiamato a tutte le ore, poi oggi la dolorosa scoperta.
Martino era ad oggi il gatto che abitava con me da più tempo.
10, forse 15 o più anni insieme.
Di un colore arancio il suo nome derivava da Marte, il pianeta rosso.
Ricordo ancora quando arrivò a casa mia, era stato evidentemente
abbandonato o forse si era perso e per diversi giorni l'avevo sentito
miagolare disperatamente.
Lasciavo il mangiare fuori casa per riuscire ad avvicinarlo e quando la
fame era diventata necessità di vita, si era avvicinato alla ciotola ed
io di soppiatto l' afferrai.
Una guerra!
Soffi!
Graffi!
Morsi!
L'eroe dentro e fuori di me sanguinava a fiotti, ma non ho mollato la
presa.
Poi è stata una lunga storia di vita insieme, con i miei sensi di colpa,
le sue leccate sui miei capelli, la pipì spruzzata sui miei fiori, il suo
crogiolarsi al sole.


martedì 18 ottobre 2016

LE STAGIONI

Casa mia è di fianco ad una strada principale che schiera una bella fila di tigli.
In primavera vedo i loro germogli di un bel  verde tenero che piano piano si
aprono al sole ed al calore che avanza,
all 'inizio dell' estate è tutto un profumo di fiori ed un ronzio di api, poi a mano
a mano che i giorni si riscaldano sotto al solleone, le cicale ingaggiano concerti
assordanti,
arriva poi l'autunno e le foglie iniziano a scolorire e virano verso un caldo
giallo ocra, per passare poi ai marroni ed infine iniziano a cadere.
E dove cadono?
Sulla mia aia naturalmente!
Perchè non succede mai, e dico mai, che il vento tiri dalla parte opposta e
porti le foglie nel campo dall'altra parte della strada.
E così mi ritrovo ad ammirare dalla mia porta di casa tutte le foglie cadute,
che belle, sono belle,
ma provate a camminarci sopra quando sono bagnate, è già una fortuna non scivolare,
e che dire  quando molte di queste foglie si affezionano alle mie scarpe e
me le ritrovo tutte in cucina?
Fra una ramazzata e l'altra, finalmente i rami si sono spogliati completamente
ed innalzano al cielo grigie e scheletriche braccia.
E' arrivato l'inverno.
Ora non resta che aspettare e sperare di essere così fortunati da poter
ammirare nuovamente i germogli verdi che crescono.







venerdì 29 luglio 2016

REGOLE AUREE

Le regole auree sono due e facili da rispettare:


1)non essere schiavi della pulizia


2)non tentare di far crescere piante che   
   non amino il terreno del vostro giardino. 
                       GERTRUDE JEKYLL

sono miserevolmente d'accordo!

venerdì 19 febbraio 2016

VIOLA

Mi hai accompagnata per tanti anni, ti sei ammalata e ti ho curata.
Speravo, speravo e pregavo, poi ho dovuto scegliere.
Con dolore ho deciso la tua fine.


mercoledì 23 dicembre 2015

AUGURI DI NATALE

Non so come mai ho i tempi sempre così stretti!
Ho molti meno impegni di chi ha famiglia ,con figli e nipoti,
eppure arrivo a Natale sempre sull'orlo di una crisi di nervi.
Lavorare otto e più ore al giorno per cinque giorni a settimana,
non lascia molto spazio di manovra ed il fine settimana 
è sempre dedicato alle ordinarie incombenze domestiche, 
tenendo presente che io faccio il minimo indispensabile, 
mi chiedo dove mi perdo!
Sono una lumaca evidentemente e con gli anni posso solo
peggiorare, pertanto eccomi qui, affannata a rincorrere i
minuti per poter fare gli auguri di persona a più persone ma
con l'impossibilità di farlo a tutti quelli che vorrei.
Voi, amici virtuali, che ho trascurato troppo ed ingiustamente,
spero che possiate,non dico perdonare, ma accettare questi
miei frettolosi auguri che vi porgo con tutto il cuore.
Auguro a tutti, proprio tutti, un Natale che vi trovi con l'animo
sereno e porti amore, comprensione e speranza nelle vostre case.






venerdì 4 dicembre 2015

mercoledì 18 novembre 2015

ASPETTA

Una mamma esce di casa con il suo bambino. 
Ha tante cose da fare e attraversa di fretta tutta la città per prendere il treno. Ma il suo bimbo dice: “Aspetta!”. 
C’è un bassotto da accarezzare, una farfalla che vola via, la pioggia che scende sul viso: lungo la strada si possono fare incontri molto speciali, basta sapersi fermare. 
E aspettare. 
La leggerezza poetica del tratto e delle parole di Antoinette Portis raccontano l’importanza del sapersi soffermare davanti alle cose veramente importanti della vita, e a non avere fretta.


E' un libro per bambini, ma forse lo è di più per le mamme.
Avere la capacità di non farsi schiavizzare dai ritmi veloci
che la società attuale ci impone e sapersi fermare per poter
cogliere preziosi istanti che non si ripeteranno.