mercoledì 19 giugno 2013

QUELLO CHE HO RICEVUTO IN EREDITA'

Dal mio babbo ho ricevuto in eredità gli occhi chiari,
e il carattere introverso.
Dalla mia mamma ho ricevuto in eredità le lacrimi facili
e il grasso in esubero.
Da uno dei fratelli di mia mamma la miopia.
Ma quella, da cui ho attinto veramente a piene mani,è stato
dalla mia zia materna.
Anche lei aveva gli occhi chiari ed era cicciotta.
Ma amava moltissimo i fiori.
Aveva abitato per diversi anni in una piccola casa indipendente
che aveva la porta d’ingresso a 50 cm. dalla strada.
In questi 50 cm di profondità e per circa i 4/5 metri della lunghezza
del fronte casa, lei aveva piantato e seminato una miriade di fiori.
Ricordo una tavolozza di colori che nulla aveva a che fare con
la discrezione e l’eleganza. I gladioli svettavano alti nei loro rossi,
arancio, gialli, ombreggiati dalle larghe corolle rosso scuro delle dalie.
Sotto stavano le zinnie, anche loro gialle, bianche, rosse in compagnia
della fragrante e invasiva menta piperita ,degli astracieli rosa e lilla,
delle bocche di leone, della calendula,
Da un lato c’era un’enorme pianta di finocchio selvatico e dall’altro lato
una rosa rossa che non smetteva mai di fiorire.
Questi colori lei li portava con sé.
Nel suo abbigliamento.
Si cuciva gonne nelle fantasie più svariate e colorate.
Si faceva maglie ai ferri color ciclamino, acquamarina, arancione.
Con la lana che le restava sferruzzava calzini a righe di ogni colore.
Una meraviglia.
Ma quando io la incontravo per il paese mi vergognavo di essere la nipote
di quella zitella stravagante.
Ma le strade della vita sono misteriose ed ora io sono così.
Vi lascio il quasi irrisolvibile dilemma di individuarmi nella foto.



venerdì 7 giugno 2013

NELL’ AIA

Non sono ancora riuscita a sistemare parecchi vasetti che non ho portato allo
scambio verde, per sistemare intendo vuotare quelli dove non è nato nulla o
dove la piantina che avevo invasato si è seccata, oppure mettere in un vaso
più grande quelle piantine le cui radici fuoriescono dal terriccio.
Un lavorio di svuota, aggiungi, rimbocca, comprimi, dividi, svasa e rinvasa,
accumula terriccio inutilizzato, pulisci i vasetti vuoti, innaffia i nuovi spostamenti.
Dico questo perché tutti questi vasi sono ammassati ovunque, sul tavolo, sulle sedie,
su dei tronchi, su dei blocchi di tufo.
A causa di questo caos non sono ancora riuscita a mettere fuori i miei lettini da mare.
Lettini sui quali, zanzare permettendo, mi spaparanzo durante l’estate.
Attualmente utilizzo una vecchia sedia pieghevole, riciclo che un’amica mi ha lasciato
durante il suo trasloco.
Ultimamente, alla sera, ho preso l’abitudine di sedermi fuori nell’aia.
Spengo tutte le luci, dentro e fuori casa.
E’ un momento, che può durare 10 minuti o più di mezz’ora, nel quale
mi rilasso e medito.
Ho un rituale da rispettare.
Mi siedo, avvicino una sedia di plastica sulla quale sono appoggiati i vasetti di cui sopra,
e la utilizzo per appoggiarci i piedi.
Reclino lo schienale, inizio a scartare  il mio cornetto all’amarena e aspetto.
Aspetto che i gatti si avvicinino e facciano a gara su chi riesce a saltarmi per primo
sulla pancia, oppure cercano di mettersi sui miei piedi appoggiati sulla sedia.
Poi aspetto ancora.
Ci sono ancora lucciole. Arrivano piano piano, danzando nella brezza della sera.
Quando l’aria è più ventilata sembra che corrano nella notte, si alzano, volteggiano,
planano, schizzano, ti volteggiano vicine.
Poi aspetto ancora.
I rumori del giorno si sono allontanati, stanno avanzando i suoni della notte.
Passano rare automobili, sento il verso del chiurlo, qualche altro uccello pigola,
qualcun altro fa strani versi, sembra un gattino che miagola, ma so che è un uccello.
Poi aspetto ancora.
Lo sento , sta arrivando.
Sento smuovere le foglie secche sotto alle piante.
Quasi non respiro per non fare sentire la mia presenza.
Eccolo, vedo un’ ombra scura che sfreccia sotto alla mia sedia.
E’ il riccio.
Tutte le sere arriva zampettando veloce e, senza indugi, si dirige dentro alla legnaia
dove sa che  ci sono pronti da mangiare i croccantini dei gatti.
E non è solo! dopo qualche minuto ecco sfrecciare un’altra ombra.
Da fuori li sento sgranocchiare e sorrido.
Mi piace avere compagnia, anche se solo di gatti e ricci.
Conto i rintocchi della torre campanaria del paese  1, 2 , 3…8…10
A malincuore rientro in casa, sono così rilassata che potrei addormentarmi qui.


mercoledì 5 giugno 2013

ADOZIONE A DISTANZA - AGGIORNAMENTO


Ho chiesto il permesso di poter pubblicare integralmente la lettera che mi è arrivata
dall'associazione dove ho fatto la mia adozione a distanza.
L'unica raccomandazione è stata che non ci siano commenti politici che potrebbero
danneggiare il loro lavoro.
Così ora la condivido con voi.
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Gentile sig.ra Loretta

Come ricorderà dalle nostre precedenti comunicazioni, quest’anno abbiamo dovuto affrontare tutta una serie di prove e di difficoltà per riuscire a svolgere il nostro consueto lavoro di aiuto in Tibet .

Abbiamo la grandissima gioia di annunciare che i nostri volontari hanno infine avuto il permesso di svolgere il lavoro di distribuzione degli aiuti nei villaggi e nelle scuole, e di raccogliere notizie e foto dei bambini adottati: le operazioni si sono svolte – e può immaginare la gioia per tutti, dopo tanta attesa, timori e incertezza!- nel periodo del Losar, il Capodanno lunare  Tibetano  ( che quest’anno cadeva l’11 febbraio), quando le scuole erano chiuse per le vacanze invernali e i bambini si trovavano quindi quasi tutti a casa.

Nonostante la difficoltà del momento , ottenere i necessari permessi è stato infine possibile solo grazie al riconoscimento da parte delle autorità di tanti anni di lavoro volontario, condotto su un piano sempre esclusivamente e sentitamente umanitario .
Tutte le operazioni si sono svolte all’interno della scuola di Nye - dove sono stati via via convocati i vari villaggi, per la necessità ovviamente di rimanere al chiuso dato il rigido clima invernale – e tutto si è svolto con grande tranquillità e nel migliore dei modi.

Anche la parte di aiuti finanziari raccolti nel 2012 che come ricorderà era tornata indietro per il blocco del conto corrente in loco  ha potuto quindi  nel frattempo già essere riconsegnata ai nostri volontari locali e ai villaggi, mentre sono in corso di completamento le formalità per accordarci alle nuove e più complesse procedure ora richieste.

Vogliamo qui in primo luogo ringraziare di cuore tutti i nostri sostenitori, che con lettere e messaggi ci hanno in ogni modo incoraggiato e dato la forza e la fiducia indispensabili in questo difficile momento per continuare nella nostra opera.
Tutti, indistintamente, ci hanno pregato di fare il possibile per andare avanti: GRAZIE!

Un pensiero davvero particolare va quest’anno anche ai nostri insostituibili volontari locali: con estremo coraggio e determinazione hanno in ogni momento affrontato in primissima persona la difficile situazione,  solo e unicamente nella speranza di poter soddisfare le preoccupate richieste di aiuto che continuamente pervenivano dai villaggi in attesa.

Veniamo ora con grande piacere alle notizie riguardanti la sua adozione: nel villaggio di Shishung abbiamo incontrato Dechen Puti, che vede nella nuova foto allegata -  e la sua famiglia che ha partecipato con grande gioia alla distribuzione degli aiuti.
Dechen Puti stava bene, e sta ora frequentando la 5° classe nella scuola del villaggio di Nye, che arriva fino alla sesta.
La scuola è da anni inserita nei nostri programmi di aiuto e anche quest’anno si è svolta la distribuzione di tutti i materiali scolastici e delle uniformi; i bambini sono alloggiati in stanze da otto letti, che abbiamo rifornito delle coperte e materassi necessari, e ricevono un buon vitto con tre pasti al giorno.

Dechen Puti però può tornare a casa la sera, a differenza di molti dei 450 bimbi che studiano e vivono nella scuola in quanto il loro villaggio è troppo lontano per un viaggio quotidiano

Grazie all’aiuto ricevuto, la famiglia – che vive del magro raccolto dei campi -  potrà affrontare le spese di base necessarie per il mantenimento e le cure di Dechen Puti, e le invia quindi la più sentita gratitudine per questo aiuto quest’anno così atteso e importante per loro.

Grazie quindi ancora di cuore anche da tutti noi a lei e famiglia per il suo prezioso sostegno - economico e non - e un caro saluto!

Enrica Mazzi e Sharon Dawson


Le comunichiamo alcune novità:

1)      un nostro sostenitore ci ha donato un gran numero di “Merit box” ( barattoli-salvadanaio con il nostro logo ) da porre in punti vendita, alberghi, ristoranti, uffici, centri sportivi, associazioni ecc. per la raccolta fondi a favore della nostra Associazione.
Nella misura più piccola, possono anche essere tenuti in casa per aiutare nella raccolta e consentire un piccolo ma quotidiano pensiero e gesto positivo di generosità .  Se desidera aderire , ci contatti via mail o telefono e saremo ben lieti di inviarle una o più “Merit box”

2)      siamo ora presenti con una pagina su Facebook, “Lama Gangchen Help in Action”; può quindi ora seguirci anche così, e la invitiamo a visitarla e a farci avere il suo gentile apprezzamento

3)      i costi postali hanno recentemente subito un ulteriore notevole aumento ; se possiede un indirizzo email, la preghiamo – qualora non lo avesse già fatto di recente - di volercelo gentilmente fornire aggiornato scrivendoci una mail all’indirizzo lgkt_it@yahoo.it. Ogni importo risparmiato ci consente infatti di riservare di più alle nostre attività umanitarie.

Grazie!


La mia " bambina" sta crescendo.

martedì 28 maggio 2013

SCAMBIO VERDE

IL MIGNOLO VERDE  ti invita allo
SCAMBIOVERDE IN FESTA!
domenica 2 giugno 2013
(dalle 10 del mattino in avanti)
La 18a edizione dello Scambioverde avverrà come ormai è consuetudine ad ARTEXPLORA (via Comunale S.Lucia 1894 – 47522 Cesena) ospiti dei nostri soci Claudio e Lucietta Cavalli, che hanno messo a disposizione del Mignolo Verde i loro suggestivi spazi interni ed esterni. Natura e arte faranno da sfondo anche alle altre iniziative in programma: prima fra tutte la RICICLOTTERIA (che ha avuto tanto successo nelle scorse edizioni) con premi sicuri (si vince sempre!) tutti legati al mondo del verde. Potremo poi visitare ancora la bella mostra “Disegnare la vita. I mondi di Gianfranco Zavalloni”, prolungata per l’occasione, e vedere a che punto sono gli ‘orti di pace’ realizzati da Artexplora e dal Mignolo Verde in collaborazione con le scuole materne ed elementari del nostro comprensorio. E infine, per la gioia di curiosi e golosi, ci saranno il fornitissimo banco dei libri e quello degli spuntini.Verso le 16, una ricca merenda a chilometro zero: torte salate e dolci, biscotti, marmellate e altre goloserie preparate dalle nostre Socie più brave ai fornelli. Sarà in funzione anche il bar di Artexplora (a pagamento), per accontentare proprio tutti… Vi aspettiamo numerosi come sempre! E portate chi volete: l’ ingresso allo Scambioverde è libero e gratuito per tutti!

venerdì 24 maggio 2013

IL NIDO

Molti anni fa, quando ancora c’erano i miei genitori, avevamo l’abitudine,
durante la giornata,  di tenere semiaperto il portone di un vecchio capannone
adibito a legnaia e garage.
Davanti a questo garage c’è un lungo filo che corre dalla casa al gelso sul
quale, ancora oggi, io stendo il bucato ad asciugare.
Fu così che quella primavera, su quel filo, iniziarono ad appoggiarsi delle rondini.
Rondini che andavano e venivano, entravano nel garage ed uscivano.
Quando realizzai il motivo dell’andirivieni, nel garage stava già bello appeso
un nido.
Un’avventura! All’improvviso ci si rendeva conto che non avremmo più potuto
chiudere il portone!
Che fare? Lasciammo che la natura facesse il suo corso con la scopa sempre
all’opera a pulire gli escrementi che cadevano incessantemente.
La poesia di vedere tre beccucci aperti che spuntavano dal nido era un po’
offuscata dal disagio della situazione.
Poi i rondinucci crebbero ed iniziarono le loro prove di volo tutte
all’interno del garage.
Non so come dirlo, ma era merda da tutte le parti.
Se non vi è mai capitato è difficile immaginare il tutto.
Quando arrivò settembre la famiglia si radunò sul filo e partì.
La primavera successiva, con il cuore stretto in una morsa, tenemmo duro, e
il portone del garage restò chiuso tutti i giorni.
Una pena vedere le rondini che si posavano sul filo e aspettavano ,
aspettavano …………invano.
Da allora sul filo non si sono più appoggiate.
Questo ricordo mi è tornato alla mente, quando, a casa di un’amica, ho visto
rondini appoggiate sul filo della luce.
Allora lei mi ha portato davanti alla porta di una vecchia stalla e mi ha fatto
guardare dentro.
Sul muro ho contato dieci nidi da dove occhieggiavano testoline nere.
Un’emozione!
Ma non vi racconto in che stato era ridotta la stalla.
Lei mi ha raccontato che tutti gli anni arrivano le rondini e si dirigono subito
ai loro nidi ed ogni anno c’è un nido in più.
Quando verso settembre se ne vanno, si radunano sul filo della luce e la salutano.
L’anno scorso ne ha contate più di cinquanta. L’ho ammirata ed abbracciata.
Ed io mi sono sentita un verme.

lunedì 20 maggio 2013

LUCCIOLA PARTY

Sabato sera sono stata invitata da amici nel loro angolo di paradiso in campagna.
E' un pezzo di terra lavorato in parte ad orto ed il resto a frutteto e giardino.
E' così amato e ben curato che ci si trova a camminare con calma e parlare
pacatamente per non perdere quell'atmosfera serena che ti avvolge.


Il padrone di casa si diletta a costruire strutture di rami, composizioni di pietre,
canne di bambù che suonano al vento.




In questo orto-giardino non c'è una casa, ma un piccolo capanno in legno per il
deposito degli  attrezzi, che con il tempo  è stato leggermente ampliato.
E' stato arricchito da una tettoia che ospita un tavolo per poter improvvisare
qualche veloce mangiata con gli amici, utilizzando i prodotti
dell'orto e del frutteto.

Una buona parte dei fiori presenti sono fiori di campo, prelevati da fossati o salvati da
tagli di erba inconsulti.
Le orchideee selvatiche stanno moltiplicandosi anno dopo anno.
Non mancano delle belle pergole ricoperte di glicine, una esuberante rosa banksia lutea,
un laghetto visitatissimo da anfibi e uccelli.






Dopo avere cenato, abbiamo spento le luci ed abbiamo aspettato l'arrivo delle lucciole.
Piano piano , eccone una, poi un'altra.. guardà là altre due..e laggiù avete visto quante?
Inondati, accerchiati, ipnotizzati, avvinti da questo meraviglioso miracolo naturale.
Per me, quelli sono momenti in cui la magia mi penetra nel cuore e sento di amare il mondo intero.
L'io sparisce ed esiste solo quell'attimo fatato.
Poi,anche il mio amore ha dei limiti, e devo dire che un bambino presente che
prendeva lucciole per metterle in un bicchiere, mi ha fatto un pò girare........ma solo
perchè ho dimenticato che da bambina lo facevo anch'io.


giovedì 16 maggio 2013

BAMBINI………..

Davide lascia in pace tuo fratello!
Davide vieni a vedere cosa ha trovato la dada ( io).
Guarda Davide, una formica.
E’ una formica che sta tornando a casa dalla spesa,
lo vedi questo granellino che sta trascinando?
“Cosa …..ato? ( cosa ha comprato?)
Ha comprato il pane per fare la merenda.
“ Io ..enda..”
Vuoi fare merenda?
“ Hh “
Chiama la nonna e dille che vuoi la merenda.
“nna a ..enda”
Bravo Davide, sei anche tu come questa formichina.
Lui si riaccovaccia, mi guarda, guarda l’ignara formica,
mi riguarda e paf!
La sua mano è piombata sulla formica, spiaccicandola.
Perdonami formica, sono una dada stupida, e non mi ricordo
più come sono i bambini.