venerdì 7 giugno 2013

NELL’ AIA

Non sono ancora riuscita a sistemare parecchi vasetti che non ho portato allo
scambio verde, per sistemare intendo vuotare quelli dove non è nato nulla o
dove la piantina che avevo invasato si è seccata, oppure mettere in un vaso
più grande quelle piantine le cui radici fuoriescono dal terriccio.
Un lavorio di svuota, aggiungi, rimbocca, comprimi, dividi, svasa e rinvasa,
accumula terriccio inutilizzato, pulisci i vasetti vuoti, innaffia i nuovi spostamenti.
Dico questo perché tutti questi vasi sono ammassati ovunque, sul tavolo, sulle sedie,
su dei tronchi, su dei blocchi di tufo.
A causa di questo caos non sono ancora riuscita a mettere fuori i miei lettini da mare.
Lettini sui quali, zanzare permettendo, mi spaparanzo durante l’estate.
Attualmente utilizzo una vecchia sedia pieghevole, riciclo che un’amica mi ha lasciato
durante il suo trasloco.
Ultimamente, alla sera, ho preso l’abitudine di sedermi fuori nell’aia.
Spengo tutte le luci, dentro e fuori casa.
E’ un momento, che può durare 10 minuti o più di mezz’ora, nel quale
mi rilasso e medito.
Ho un rituale da rispettare.
Mi siedo, avvicino una sedia di plastica sulla quale sono appoggiati i vasetti di cui sopra,
e la utilizzo per appoggiarci i piedi.
Reclino lo schienale, inizio a scartare  il mio cornetto all’amarena e aspetto.
Aspetto che i gatti si avvicinino e facciano a gara su chi riesce a saltarmi per primo
sulla pancia, oppure cercano di mettersi sui miei piedi appoggiati sulla sedia.
Poi aspetto ancora.
Ci sono ancora lucciole. Arrivano piano piano, danzando nella brezza della sera.
Quando l’aria è più ventilata sembra che corrano nella notte, si alzano, volteggiano,
planano, schizzano, ti volteggiano vicine.
Poi aspetto ancora.
I rumori del giorno si sono allontanati, stanno avanzando i suoni della notte.
Passano rare automobili, sento il verso del chiurlo, qualche altro uccello pigola,
qualcun altro fa strani versi, sembra un gattino che miagola, ma so che è un uccello.
Poi aspetto ancora.
Lo sento , sta arrivando.
Sento smuovere le foglie secche sotto alle piante.
Quasi non respiro per non fare sentire la mia presenza.
Eccolo, vedo un’ ombra scura che sfreccia sotto alla mia sedia.
E’ il riccio.
Tutte le sere arriva zampettando veloce e, senza indugi, si dirige dentro alla legnaia
dove sa che  ci sono pronti da mangiare i croccantini dei gatti.
E non è solo! dopo qualche minuto ecco sfrecciare un’altra ombra.
Da fuori li sento sgranocchiare e sorrido.
Mi piace avere compagnia, anche se solo di gatti e ricci.
Conto i rintocchi della torre campanaria del paese  1, 2 , 3…8…10
A malincuore rientro in casa, sono così rilassata che potrei addormentarmi qui.


15 commenti:

  1. momenti solo tuoi,nella quiete,dentro e fuori di te :) che bel post

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  2. Loretta, non hai nulla da invidiare... tu hai già conquistato il Paradiso, dentro e fuori di te! E questo sì che è invidiabile...!

    Grande Loretta, perché nonostante la meditazione... ti godi anche il cornetto all'amarena, è così che si vive! Bellissimo, mi piacerebbe condividere quei momenti con te

    Saluti cari

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  3. Sai scrivere bei racconti molto coinvolgenti ... è come essere lì coi piedi sulla sedia ingombra di vasetti, e poi che sorpresa l'arrivo dei ricci! Qua niente ricci, col cane non si avvicinano, e niente lucciole, purtroppissimo! Capisci purtroppissimo?

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  4. Thank you for visiting my blog. If I could read yours...!
    Have a good and calm Weekend evening.

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  5. Da stasera, nel silenzio intriso di magia che così bene hai reso, potrai sentire le vibrazioni dei tuoi amici blogger che vengono virtualmente a visitarti e a sorriderti.

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  6. Cara Loretta un abbraccio..e quando la sera guardi le stelle pensa che "qualche" chilometro più a nord ( forse nord ovest) ci sono io su una seggiolaccia di legno a guardare il carro o l'orsa ..a sentire il lontano abbaiare del cane del pastore... ad annusare i profumi dei campi ..insomma quasi come te ..fra gatti,ricci ,lucciole e pure un gufo! ( l'uccellino che sembra miagoli mi dicono sia una gazza che imita il verso...non so se sia vero)..ecco ti sentirò vicina e mi "sognerò" il cornetto all'amarena ( buono...slurp!)...che non potrei mangiare..ehm...
    buona notte e grazie per questi tuoi splendidi post ciao
    val/ ross

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  7. Cara Loretta che siedi aspettano ospiti che, puntuali, arrivano a farti compagnia. Mi viene in mente un titolo: "In giardino non si è mai soli" e tu dimostri dicendo di te quanto è vero.
    Non so cosa intenda dicendo "caos" ma quell'insieme di vasetti che ci avevi mostrato poco tempo fa mi era parso stupendo. Scosta qualcosa e metti i lettini estivi... è così utile, almeno per me, fare ordine "dentro" in mezzo al disordine "fuori".
    Buona domenica.
    Sari

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  8. Che bella l'abitudine di sedersi in attesa della notte e degli ospiti che arrivano,invitati dal silenzio e dalla compagnia.
    Dev'essere un momento intenso e calmo al tempo stesso che ti mette in pace con te stessa.

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  9. Che bel quadretto...però è ancora freddino per stare fuori! Ciao, Arianna

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  10. non hai il recinto intorno a casa?

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  11. Ciao Loretta, come posso contattarti via mail? Avrei bisogno di chiederti una cosa.

    Semmai il mio indirizzo è genitori.efficaci@bluewin.ch

    Grazie mille e cari saluti
    Cinzia

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  12. l'altro giorno son passato per via cerreto

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  13. MA CHE BELLO QUESTO RACCONTO DELLE TUE SERE...CHE INVIDIA.
    Anni fa veniva anche qui nel mio "grande vaso" che chiamo giardino....quant'era carino. Poi non l'ho visto più, sarà che la città avanza inesorabile.
    Se offri un cornetto all'amarena anche a me....
    :)

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. è una cosa che faccio spesso anche io, tranne
    -ricci ...ma sono speranzosa
    -cornetto all'amarena ....preferisco finire il bicchiere di vino o birra
    ma non avrei saputo descriverla in modo così poetico e nel contempo reale...sembra di essere lì con te.....grazie

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Grazie per aver condiviso un pò del vostro tempo con me.